Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

NOCERA UMBRA E GUALDO TADINO
Chiesa di San Francesco in Nocera Umbra
Valfabbrica
Gualdo Tadino
CATTEDRALE DI SAN RUFINO
Ingresso della chiesa di San Francesco  Cattedrale di Santuario dell’Annunziata

CATTEDRALE DI SAN RUFINO

D

Gualdo Tadino, per onorare la memoria di San Francesco d’Assisi, tra la fine del sec. XIII e l’inizio del XIV, venne eretta una chiesa a lui dedicata.

L’edificio - che ebbe forse come architetto fr. Filippo da Campello - presenta una semplice facciata a capanna, ornata da un bel portale gotico con lunetta trilobata e sovrastante finestrone circolare.

La costruzione prospetta sul corso della gentile cittadina: caso piuttosto inconsueto per una chiesa di un ordine mendicante, generalmente posta su uno spazio aperto (non deve trarre in inganno l’attuale piazza San Francesco, ricavata dal chiostro).

L’interno della sacra aula, a unica navata divisa in tre campate, è caratterizzata dall’ambulacro che, sull’esempio della Basilica di Assisi (richiamata anche all’esterno dai contrafforti circolari), corre lungo le pareti sotto l’imposta delle volte.

Il pulpito, l’altare maggiore e il coro appartengono al sec. XIV. Della decorazione a fresco restano alcune opere di Matteo da Gualdo, tra cui “Sant’Anna, la Vergine e il Bambino” sul primo pilastro a sinistra, che costituisce la più antica opera conosciuta di questo artista; nella parte superiore della terza campata destra, è un frammentario affresco raffigurante la “Dormitio Virginis”, di pittore umbro della prima metà del sec. XIV.

Da ammirare inoltre: la pala della “SS. Trinità” - originariamente conservata presso l’eremo di Serrasanta - risalente al 1528 circa, opera di una fabbrica gualdese; la croce duecentesca raffigurante il "Christus patiens".

Poco lontano dalla cittadina, sul declinare di un monte, è il solitario Santuario dell’Annunziata. Il complesso, sorto in un’area già occupata da insediamenti eremitici, passò nel 1521 ai Minori francescani, che rinnovarono chiesa e convento. L’interno, a unica navata, decorato con stucchi seicenteschi e fastose cornici, conserva alcuni dipinti di soggetto francescano, tra cui una tela di Cesare Permei raffigurante “San Francesco che riceve le stimmate”. Una cronaca del secolo scorso, riferendosi all’Annunziata di Gualdo Tadino, narra: «(…) Esso è il terzo convento della Provincia dedicato alla Ma­donna Annunziata. Sul declinare del sec. XV, sorgeva un edificio di nuova costruzione, con elemosine di privati e del comune. Prima era destinato ai Terziari Francescani viventi in comune, poi fu assegnato ai frati minori, che veramente ne presero possesso definitivo nel 1521. Ampliato successivamente nel 1530, il convento consta di un modesto edificio con bel chiostro e cisterna in mezzo. La chiesa, piccola e di una unica navata fu trasformata internamente nel sec. XVII quando i tre altari furono ornati di fregi barocchi.

Vi si ammirava un bel trittico con S. Anna, S. Girolamo e S. Bernardino da Siena, del sec. XV, attribuito ad Antonio da Fabriano e una bella tavola rap­presentante la scena dell'Annunciazione di Matteo da Gualdo del sec. XV. Que­ste due opere nel 1863, quando fu indemaniato il Convento, passarono ad arric­chire la Pinacoteca Comunale, restando solo nella chiesa una tela recante S. Francesco di Cesare Sermei, pittore Assisano del 700.

Dopo l’infausto anno 1863 il convento rimase chiuso per decenni, e finalmente fu riacquistato dai religiosi che ora vi si prodigano alla assistenza del Terz’Ordine, dei malati del vicino Ospedale e nel ministero delle diverse parrocchie.

E da notarsi che per lo zelo indefesso dei religiosi (…) fu restaurato in diverse parti, specialmente nel chiostro. La chiesa fu decorata dal pittore Elpidio Petrignani il quale nella volta dipinse la scena della proclamazione del Dogma della Immacolata e una disputa tra i francescani e i negatori di questo privilegio mariano».



Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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